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Quanto costa fare un mobile su misura?

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Fai da te

In un mobile su misura, la voce che quasi nessuno considera al momento del preventivo è la ferramenta. Guide a estrazione totale, cerniere ammortizzate e maniglie possono pesare come il legno, a volte più del legno. È il primo indizio che il prezzo di un pezzo costruito apposta non si stima guardando le dimensioni.

Un mobile su misura in Italia si colloca in genere fra i 300 e i 2.000 euro, con un minimo intorno ai 150 euro per un pezzo elementare e cifre oltre i 6.000 euro per una cucina completa (fasce indicate da Cronoshare, pagina aggiornata al 31 dicembre 2025). Il costo si compone di cinque voci: materiale, ore di lavorazione, ferramenta, finitura, trasporto e montaggio. Su un pezzo di media complessità le ore pesano più di tutto il resto messo insieme.

In breve

  • Fascia corrente: 300-2.000 €, cucine a parte.
  • La manodopera è la voce dominante, non il legno.
  • Cassetti e ante scorrevoli sono i due moltiplicatori di prezzo.
  • Su misura conviene davvero solo dove il modulare non entra.

Quanto costa, pezzo per pezzo

Prima delle formule, i numeri concreti. Le fasce qui sotto sono quelle raccolte in Italia dalla piattaforma di preventivi Cronoshare, sulla pagina dedicata ai mobili su misura aggiornata al 31 dicembre 2025. Sono ordini di grandezza reali, non listini: servono a capire se il preventivo che avete in mano è nella norma o fuori scala.

Pezzo Fascia indicativa Cosa fa salire la cifra
Cassettiera 100 – 300 € Numero di cassetti e tipo di guide
Mobile TV 250 – 500 € Passaggio cavi, ante a ribalta
Tavolo 400 – 1.500 € Essenza del piano, spessore, allunghe
Libreria o scaffalatura 400 – 2.500 € Luce fra i montanti, ancoraggio a muro
Armadio 1.000 – 2.000 € Ante scorrevoli, attrezzatura interna
Cabina armadio 2.000 – 5.000 € Superficie, illuminazione, finiture
Cucina completa da 3.000 € in su Top, elettrodomestici da incasso, meccanismi

Le cinque voci che formano il prezzo

Ogni preventivo, per quanto sintetico sia scritto, è la somma delle stesse cinque componenti. Conoscerne il peso relativo permette di capire dove si può intervenire e dove no.

  • Materiale. È spesso la voce più piccola. Passare da un pannello nobilitato a un massello raddoppia questa riga, ma la riga era la meno pesante di tutte.
  • Ore di lavorazione. La dominante. Le piattaforme italiane danno indicazioni molto distanti fra loro sulla tariffa oraria di un falegname, da circa 35 euro l’ora nelle stime più prudenti fino a valori nettamente superiori nelle grandi città del centro-nord. Le fonti non concordano, il che è un buon motivo per chiedere quante ore sono previste e non solo quanto costa il lavoro.
  • Ferramenta. Guide, cerniere, meccanismi di sollevamento, maniglie. Su un mobile con sei cassetti buoni, questa voce sorprende chiunque non l’abbia mai vista scritta.
  • Finitura. Fondo, carteggiature intermedie, mani a spruzzo. Un laccato opaco fatto bene può valere quanto la struttura che lo porta.
  • Trasporto e montaggio. Cresce con i piani senza ascensore, con i pezzi non smontabili e con i fissaggi complicati.
Non state comprando del legno tagliato. State comprando le ore di qualcuno che sa dove tagliarlo.

Le tre scelte che spostano di più la cifra

A parità di dimensioni, tre decisioni progettuali fanno oscillare il preventivo più di qualsiasi altra cosa.

Cassetti al posto di ripiani

Un cassetto è una scatola dentro una scatola, più le guide. Tre ripiani fissi e tre cassetti nello stesso vano sono due lavori di complessità molto diversa, e il preventivo lo registra.

Ante scorrevoli al posto delle battenti

Le scorrevoli richiedono binari, telai e tolleranze strette: se il pavimento non è in bolla, l’anta lo denuncia subito. Le battenti perdonano molto di più e costano meno.

Laccatura al posto del nobilitato

Il nobilitato esce dalla fabbrica già finito. Un laccato passa dalle mani del falegname per giorni. È la differenza fra un colore che avete scelto e un colore che c’era.

Su misura o modulare: quando conviene davvero

Il su misura non è automaticamente la scelta migliore, ed è onesto dirlo. In una stanza regolare, con altezze standard e nessun ostacolo, un sistema modulare di buona qualità copre il bisogno a una frazione del costo, e lo copre bene.

Il su misura vince in tre casi precisi: quando lo spazio è irregolare (nicchie, mansarde, travi, tubazioni a vista), quando la misura richiesta non esiste in commercio (le profondità ridotte sotto i 40 centimetri sono l’esempio classico), e quando il pezzo deve integrarsi con qualcosa di già presente. Negli appartamenti dei centri storici, qui sulla Costa Azzurra come a Genova o a Torino, è quasi sempre la prima ragione a decidere: il muro non è dritto, e nessun mobile di serie lo perdona.

C’è anche una via di mezzo che funziona bene sul budget: struttura modulare presa a catalogo e frontali, top o elementi di raccordo fatti su misura dal falegname. Si paga la personalizzazione solo dove si vede.

E se lo costruite voi?

Farlo da soli elimina la voce più pesante, cioè le ore fatturate, ma ne introduce altre due che vanno messe in conto onestamente.

La prima è l’attrezzatura. Un progetto singolo non giustifica l’acquisto di una sega circolare con guida, di una fresatrice e di una serie di morsetti: se li comprate per un mobile solo, il risparmio evapora. Molte rivendite di pannelli offrono però il taglio a misura, spesso a pochi euro a taglio, e questo cambia completamente il calcolo: si arriva a casa con i pezzi già squadrati e restano da fare assemblaggio e finitura, che sono la parte alla portata di tutti.

La seconda è il margine di errore. Il primo mobile costa sempre un pannello in più di quanto previsto, e va bene così. Per questo consiglio di iniziare da un pezzo dove uno sbaglio non è drammatico, una libreria bassa o un mobiletto d’ingresso, e di lasciare al falegname i pezzi dove la tolleranza è di un millimetro.

Tre domande che mi arrivano spesso

Il preventivo comprende il progetto? Non sempre. Alcuni falegnami includono il disegno esecutivo nel prezzo, altri lo fatturano a parte o lo scomputano se l’ordine va in porto. È una domanda da fare al primo contatto, non alla consegna.

Posso ridurre il prezzo portando io il materiale? In teoria sì, in pratica quasi mai conviene. Un falegname compra il pannello a condizioni diverse dalle vostre, e soprattutto non si assume responsabilità su un materiale che non ha scelto lui.

Scegliere un legno più economico abbassa molto il conto? Meno di quanto si creda, per il motivo detto sopra: il materiale è la voce piccola. Se volete comunque orientarvi fra le essenze e i pannelli, ho messo in fila prezzi e durezze nell’articolo su il tipo di legno più economico.

Come uso questi numeri, in pratica

Quando ricevo tre preventivi molto distanti, non guardo più il totale per primo. Guardo quante ore ciascuno ha stimato e che ferramenta ha messo, perché è lì che si capisce se stanno proponendo lo stesso mobile. Due preventivi che differiscono del quaranta per cento raramente descrivono lo stesso oggetto: quasi sempre uno dei due ha tolto qualcosa, e il mestiere sta nel vedere cosa.

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Un caso concreto, voce per voce

Il bagno è la stanza dove il su misura si giustifica più spesso, e dove le insidie del preventivo sono tutte diverse.

Quanto costa un mobile bagno su misura

Aggiornato l’11 agosto 2026. Fonti consultate: Cronoshare, pagina sui costi dei mobili su misura in Italia aggiornata al 31 dicembre 2025, e ProntoPro, listino indicativo 2026, per le fasce di prezzo e le tariffe di falegnameria.

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